Il benessere dei lavoratori non è un costo da contenere, ma una scelta organizzativa e strategica. Nelle micro e piccole imprese italiane esso incide sulla qualità del lavoro, sulla tenuta delle relazioni, sulla capacità di attrarre competenze e sulla sostenibilità dell’impresa nel tempo.
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Le micro e piccole imprese costituiscono una parte fondamentale del sistema produttivo italiano. Tuttavia, i temi del benessere organizzativo, della salute mentale, della conciliazione vita-lavoro e del supporto ai carichi familiari restano spesso poco misurati e poco strutturati, soprattutto nelle realtà di minore dimensione.
La ricerca nasce dall’esigenza concreta di trasformare percezioni, pratiche e difficoltà quotidiane in dati leggibili, comparabili e utili alla progettazione di interventi concreti. Il questionario permette di valorizzare orientamenti che raramente trovano spazio nelle grandi indagini nazionali.
Tra il 2025 e l’inizio del 2026 il Centro Studi e Ricerche ha condotto una prima indagine pilota su un gruppo di micro e piccole imprese italiane, focalizzata prevalentemente nel settore dei servizi professionali.
Campione Coinvolto
23 Imprese
Dati preliminari indicativi di tendenze coerenti.
I dati più recenti descrivono un mondo del lavoro sotto pressione. Non si tratta di percezioni isolate: engagement in calo, stress diffuso e perdita di senso emergono con continuità da rilevazioni globali.
È questo lo sfondo su cui si innesta l'Indagine Nazionale 2026.
Stress quotidiano · Gallup
40%
dei lavoratori dichiara di aver provato stress nella giornata precedente alla rilevazione (media globale).
Fonte: Gallup, State of the Global Workplace: 2026 Report.
Segnali di burnout
31,8%
dei lavoratori dipendenti ha provato esaurimento, estraneità o sentimenti negativi verso il proprio lavoro: una condizione che richiama forme di burnout.
Fonte: VIII Rapporto Censis–Eudaimon sul welfare aziendale (2025).
Lavoro come obbligo
44,7%
dei lavoratori italiani considera il lavoro più un obbligo che una passione.
Fonte: IX Rapporto Censis–Eudaimon sul welfare aziendale (2026).
Perdita di senso
65%
dichiara di aver smarrito il proprio senso del lavoro: il legame tra persona e attività si è indebolito.
Fonte: IX Rapporto Censis–Eudaimon sul welfare aziendale (2026).
Stanchezza integrale
68,3%
prova stanchezza psichica, fisica ed emotiva sul lavoro. La fatica non è più solo fisica: riguarda la persona nella sua interezza.
Fonte: IX Rapporto Censis–Eudaimon sul welfare aziendale (2026).
La domanda dei lavoratori
87,4%
dei lavoratori ritiene il wellbeing aziendale fondamentale. La richiesta di benessere non è una nicchia: è la norma.
Fonte: IX Rapporto Censis–Eudaimon sul welfare aziendale (2026).
Le imprese si trovano oggi ad affrontare criticità organizzative interconnesse: difficoltà di retention, carenza di competenze qualificate (talent shortage), calo di engagement e rischio di disaffezione. Fenomeni complessi che segnalano un mutamento profondo nel rapporto tra individuo e professione.
Nelle micro e piccole realtà, il capitale umano rappresenta il fulcro vitale della competitività. Trattenerlo e valorizzarlo richiede oggi parametri che integrano la retribuzione con la qualità dell’ambiente di lavoro, la flessibilità e l’attenzione alla persona.
Il benessere organizzativo è una leva di sostenibilità: dove il contesto è orientato all’ascolto e alla salute integrale, la motivazione si rafforza, l'innovazione cresce e le competenze rimangono all'interno dell'impresa.
Ricerca · Università di Oxford
Non si tratta soltanto di etica. Una ricerca dell'Università di Oxford evidenzia che i lavoratori più felici sono anche i più creativi: producono meglio e raggiungono livelli di performance più elevati.
Fonte: Università di Oxford, Saïd Business School – Wellbeing Research Centre.
Ne deriva una lettura coerente con la dimensione sociale dell'impresa: la cura della persona non si oppone alla produttività, la sostiene. Per le micro e piccole imprese, dove la prossimità tra imprenditore e lavoratori è alta, questa relazione è ancora più diretta e ancora poco misurata.
Questa prima rilevazione evidenzia un quadro chiaro su priorità, strumenti adottati e barriere strutturali all'interno delle piccole organizzazioni.
Fonte: Indagine Preliminare Centro Studi e Ricerche CONAPI Nazionale
Importanza del benessere
Il 93% ritiene il wellbeing essenziale, contro un 7% che non lo ritiene tale. Il nodo critico è tradurlo in strumenti strutturati.
Ambiti ritenuti prioritari
Prevalgono la conciliazione vita-lavoro (71,4%) e la salute psicologica (57,1%).
Azioni già attive
Smart working (71,4%) e flessibilità (42,9%) guidano. Rari gli interventi su genitorialità.
Freni all'attivazione
Risorse insufficienti (71,4%) e carenza di competenze interne (28,6%) frenano i progetti.
Linee d'azione future aziendali
Salute mentale ed equilibrio dei tempi di vita (entrambi 71,4%) sono cruciali per le nuove generazioni.
Non un semplice aggiornamento, ma uno strumento esteso e strutturato con una visione scientifica più ampia. Il nuovo questionario mira a misurare il grado di maturità organizzativa e le reali pratiche sul campo.
Inquadramento demografico, settoriale e dimensionale per mappare l'eterogeneità delle realtà italiane.
Analisi dell'approccio organizzativo prevalente e della percezione del benessere come leva di competitività.
Mappatura dettagliata dei costi di welfare, dei budget dedicati e delle reali misure di conciliazione attive.
Rilevazione dello stress lavoro-correlato, della tenuta emotiva e dei fattori di rischio organizzativo.
Valutazione del clima relazionale interno, degli stili di direzione e della comunicazione aziendale.
Misurazione dell'apertura verso nuovi modelli di gestione dei tempi e rimodulazione dei flussi lavorativi.
Grado di conoscenza e utilizzo dei servizi di sistema, dei fondi e degli enti bilaterali nazionali.
Raccolta di criticità vissute e proposte dirette espresse liberamente tramite una sezione a risposta aperta.
Partecipa all'Indagine 2026 · Tempo stimato: 10-12 minuti
L'indagine ha trovato spazio su diverse testate giornalistiche e magazine di settore.
Accesso gratuito completo ai risultati e al Rapporto Nazionale 2026 una volta pubblicato.
Quadro comparativo strutturato per collocare le proprie politiche aziendali rispetto alla media nazionale.
Rappresentazione reale delle micro e piccole imprese all'interno di ambiti istituzionali di ricerca finora poco presidiati.
Acquisizione di elementi statistici solidi per il confronto con istituzioni, parti sociali e reti di rappresentanza.
Imprenditori, titolari, responsabili HR, dirigenti e ruoli organizzativi.
Questionario online totalmente anonimo, nessuna registrazione obbligatoria, dati trattati in forma aggregata.
30 Agosto 2026
Ottobre 2026, con invio gratuito su richiesta dei partecipanti.